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Le foto
Gennaio 2019
Tratto da: www.travelmemories.cloud

L'Oman possiede un ricco patrimonio storico, una società accogliente, spettacolari bellezze naturali e un forte senso di identità nazionale che affonda le sue radici nel glorioso passato. In questo sultanato si può interagire con un mondo arabo autentico che è ben lontano dallo sfarzo e dalle distorsioni prodotte dalla ricchezza conseguente allo sfruttamento delle risorse petrolifere. Le città del paese conservano il loro fascino tradizionale ed i valori beduini rimangono alla base dell'accoglienza omanita. E' insomma una meta ideale per chi desidera conoscere il volto moderno della cultura araba pur assaporandone ancora l'animo antico.

Con Turkish Airlines, via Istanbul, atterriamo a notte fonda nel nuovissimo e sfavillante aeroporto internazionale di Mascate, la capitale del paese. Convalidato il visto di ingresso, con un taxi raggiungiamo il nostro albergo situato nel moderno quartiere commerciale di Al Khuwair, una zona in cui non vi sono particolari attrattive turistiche, ma in cui hanno sede i più importanti hotel della capitale e che consente di raggiungere agevolmente tanto l'aeroporto quanto gli atri quartieri della città che si sviluppa lungo la costa per quasi 50 km. La mattina seguente ci dirigiamo a Mutrah la zona in cui si trovano i principali luoghi di interesse di Mascate. Centro nevralgico di questo quartiere è la corniche, un lungo viale carrozzabile che si snoda lungo la baia orlato da una sequenza di edifici storici, moschee, ristoranti, abitazioni e negozi. Particolarmente suggestive per passeggiare qui sono sia le ore del tramonto che quelle della mattina allorquando presso il suo rimodernato mercato del pesce viene scaricato il pescato portato dai pescatori che alle prime luci dell'alba fanno rientro. Qui vicino si trova il bait al Baranda, un edificio degli anni '30 che ospita un piccolo museo che documenta la stotria e la preistoria della città. Proseguendo la passeggiata lungo la corniche si giunge al souq di Mutrah destinazione primaria per le centinaia di turisti che approdano al porto turistico con le navi da crociera provenienti dagli altri paesi del golfo. Il souq, interamente al coperto, conserva la tipica atmosfera pittoresca e caotica dei mercati tradizionali arabi e con le sue viuzze, le sue botteghe, le sue zone dedicate all'oro, alle spezie, ai tessuti, ai profumi ed all'artigianto è un luogo curioso ove trascorrere un paio d'ore. Poco oltre, su uno sperone di roccia che si affaccia sulla baia, sorge il Mutrah fort un castello portoghese adibito a scopi militari eretto verso la fine del XVI sec. Con una breve salita è possibile visitarne le mura e godere di una splendida vista sulla corniche e sulle torri di guardia che si ergono sulle vicine alture prospicienti al mare. La strada prosegue ed aggirando un promontorio raggiunge un altro quartiere della capitale: Old Muscat un raccolto insediamento urbano stretto tra una frastagliata dorsale di colline ed una baia che funge da porto naturale. Qui ha sede il Sultan's Palace un edificio posto al fondo di un viale pedonale costeggiato da palme con una facciata impreziosita da colonne blue e oro. Il palazzo, chiuso al pubblico, è oggi utilizzato solo a scopo cerimoniale. Su due piccole alture poste ai suoi lati sorgono l'Al Jalali fort eretto dai portoghesi nel 1580 ed oggi sede di un museo storico visitabile solo con un permesso speciale e l'Al Mirani fort anch'esso eretto nel medesimo periodo. All'estremità opposta del viale che conduce al palazzo del sultano sorge il moderno edificio in cui ha sede il national museum che in un ambiente assai curato espone una selezione del ricco patrimonio omanita. Terminata la visita di questo quartiere ripercorriamo a ritroso la strada costiera attraversando la Muscat gate una imponente porta restaurata e rimodernata eretta sul sito di quella che era l'antica via di accesso alla città vecchia e verso cui convergevano le mura poste a protezione dagli assalti dei predoni provenienti dall'entroterra. Superato il Riyam park un parco costiero in cui si trova un grande incensiere ornamentale, delle giostre e varie attrattive, ritorniamo sul calar della sera lungo la corniche per godere di uno spettacolare tramonto sulla baia prima di ritirarci in un accogliente ristorante che offre cucina omanita

Il giorno seguente facciamo una rapida visita alla Saeed Bin Taimur Masjid una moderna moschea situata in un bel parco nei pressi del nostro albergo e successivamente con un taxi raggiungamo la Grand Mosque commissionata nel 1992 dal sultano Qaboos. La moschea è un edificio da primati: la sua sala delle preghiere è un quadrato di 74 mt. il cui pavimento è coperto da un tappeto di poco più piccolo. E' la terza moschea per grandezza al mondo e quasi tutto il complesso è aperto anche ai non mussulmani. Di rilievo, all'interno, l'enorme lampadario in cristallo Swarovski, il tappeto persiano gigante realizzato a mano (secondo per dimensione al mondo) ed il rivestimento marmoreo delle pareti. Completano questo capolavoro dell'architettura islamica moderna una serie di curatissimi giardini ed aiuole floreali. Da qui utilizzando il taxi che, date le enormi distanze tra un luogo e l'altro, rappresenta un mezzo di trasporto insostituibile, ci trasferiamo nel quartiere di Qurm in cui la principale attrattiva è rappresentata dalla Royal opera house uno sfavillante complesso in marmo inaugurato nel 2011 che racchiude sontuosi interni in legno intagliato ed arabeschi oltre ad un esclusivo mall con negozi che espongono le più importanti griffe. Nel medesimo quartiere si trova anche il Qurm park, un vasto parco che ospita al suo interno un lago, nonchè la Qurm beach, una lunga spiaggia sabbiosa su cui le famiglie omanite sono solite fare il pic-nic nei week end. Dedichiamo infine una veloce visita al quartiere di Ruwi la "little India" dell'Oman. Questa zona costituisce il nucleo commerciale più vivo della capitale, il suo principale nodo dei trasporti ed il luogo per trovare un'infinità di ristorantini economici, di negozi, di locali e di sistemazioni economiche.

Un paio di giorni sono sufficienti per la visita di Mascate cosicchè la mattina seguente ci rechiamo all'aeroporto per ritirare il fuoristrada 4x4 che avevamo prenotato dall'Italia. Iniziamo così il nostro viaggio verso l'ovest del paese per raggiungere la regione delle montagne dominata dalla imponente catena dei monti Hajar. Questa zona rappresenta a pieno titolo una delle principali attrattive naturalistiche dell'Oman e può essere visitata in piena autonomia con un'auto a noleggio avendo peròl'accortezza di utilizzare un fuoristrada a trazione integrale in quanto alcuni passi ed alcuni percorsi non sono percorribili con un veicolo tradizionale. Prima destinazione del nostro viaggio è Nakal, pittoresco paesino dominato dalla catena dei monti e dal suo Nakal fort situato in posizione ideale per poter proteggere la grande piantagione di datteri che ivi prospera grazie all'abbondanza d'acqua. Il Forte, costruito alla metà del XIX sec. su un edificio preislamico, possiede numerosi elementi architettonici interessanti quali feritoie che venivano utilizzate per buttare miele bollente sugli assalitori, porte dotate di punte acuminate per respingere i nemici, torri a pianta circolare per deviare le palle dei cannoni e canali di irrigazione interni (aflaj) da utilizzare in caso di assedio. L'intera fortezza, come molte altre in territorio omanita, è stata realizzata su un solido sperone roccioso, cosa che ha evitato di dover costruire robuste fondamenta. Poco distante si trova il sito di Ain al Thwarah, una sorgente termale da cui sgorga acqua calda proveniente dalle pareti del wadi che alimenta una piccola oasi circondata da una piantagione di palme da dattero. Qui sono soliti venire non solo gli animali ad abbeverarsi, ma anche le famiglie omanite che durante i week end trascorrono giornate facendo pic-nic o dilettandosi nelle pozze d'acqua tiepida. Proseguiamo il nostro viaggio e dopo pochi chilometri incontriamo il castello di Al Awabi, una piccola fortezza recentemente restaurata posta all'ingresso del Wadi Bani Kharus, un wadi noto per le sue spettacolari caratteristiche geologiche divenuto da poco facilmente accessibile grazie alla costruzione di una strada asfaltata lungo il suo fondo. Procedendo ancora oltre, raggiungiamo infine Rustaq, un insediamento che nel XVII sec. ebbe l'onore di essere per breve tempo la capitale dell'Oman e che oggi rimane un importante centro della regione. La cittadina è dominata dal suo Rustaq fort, una fortezza il cui maestoso ingresso rivela le grandi dimensioni del complesso. Recentemente ristrutturato, con i suoi passaggi nascosti, le sue ripide scalinate, le sue innumerevoli stanze e gli imponenti bastioni, rappresenta una piacevole meta per gli appassionati di castelli e fortezze. Da qui prendiamo la strada che si inoltra nel Wadi Bani Awf, un percorso tanto panoramico quanto accidentato che attraversa i monti Hajar occidentali e si snoda tra alcuni dei paesaggi più suggestivi del paese. La strada corre attraverso il canalone sovrastato da torreggianti pareti di pietra calcarea e serpeggia tra piantagioni di datteri, limoni e mango che forniscono di che vivere ai minuscoli insediamenti nascosti nell'ombra perpetua dei monti. Lungo gli oltre 70 km del percorso, percorribili in non meno di 4 ore con un veicolo rigorosamente a trazione integrale, si incontrano degli scorci spettacolari tra cui la tortuosa snake gorge (gola del serpente), il minuscolo villaggio di Bilad Sayt con la sua piantagione di datteri e le sue coltivazioni a terrazza ed il piccolo insediamento di Hatt immerso in un'oasi di montagna.

Raggiunta la sommità del jebel Akdar, con la vista che spazia a 360° sulle aspre catene montuose circostanti, la strada comincia a scendere fino ad arrivare alla Al Hoota cave, una grotta ricca di stalattiti e stalagmiti nel cui parco, appositamente attrezzato per i turisti, si trova anche un museo geologico. Da qui proseguiamo fino a raggiungere la pianura in cui sorge Nizwa il principale centro della regione delle montagne. La cittadina, immersa in una verdeggiante oasi di palme, oltre a rappresentare il principale snodo della zona presenta anche alcune attrattive turistiche tra cui la più importante è l'imponente Nizwa fort fatto erigere nel XVII sec. e completato in 12 anni. Ben restaurato e mantenuto, esso è famoso per la sua massiccia torre alta 40 metri da cui si ammirano le piantagioni di datteri circostanti e sullo sfondo la catena dei monti Hajar. Altra attrattiva della cittadina è il suo souq, uno dei più antichi del paese che con le sue bancarelle di frutta, verdura, spezie e artigianato, rappresenta un punto di riferimento nevralgico per gli abitanti e per i turisti. Qui si trova anche il pittoresco mercato degli uccelli ed il mercato del bestiame dove il commercio di capre, bovini, asini, pecore e cammelli fa rivivere ancora oggi una tradizione secolare. Meritano poi ancora una visita le possenti mura che circondano la città vecchia, la moschea principale con la sua grande cupola ed i suoi alti minareti ed infine le case tradizionali di mattoni di fango oggi oggetto di recupero archeologico nelle quali cominciano a trovare posto attività artigianali e piccoli alberghi diffusi.

Da Nizwa ci dirigiamo a circa 130 km di distanza per raggiungere i siti di Bat e Al Ain famosi per la presenza di un gran numero di tombe rupestri (dette tombe ad alveare) composte da cumuli di pietre a forma di tronco di cono ed erette sul crinale delle colline. Il sito funerario, che aveva lo scopo di proteggere circa 200 sepolture, risale ad un periodo compreso tra il 2000 e il 3000 a.C. e per la sua importanza è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. L'intera area sprigiona una grande energia ed una grande suggestione soprattutto all'alba ed al tramonto quando i bordi del jebel Mist, l'imponente montagna dentellata che sovrasta il sito, sono colpiti dai raggi radenti del sole e sembrano prendere fuoco. Da qui puntiamo verso la cittadina di Jabreen, posta in una verdeggiante pianura, la cui attrattiva principale è il Jabreen castle, un imponente castello in eccellente stato di consrvazione che vanta una originale architettura. Eretto nel 1675, ha ospitato un importante centro di studi di astrologia, di medicina e di legge islamica. Tra i principali punti di interesse vi è l'enorme magazzino dei datteri con i relativi canali di scolo del succo che veniva convogliato in appositi contenitori, le stanze con i soffitti in legno riccamente decorati, le camere funerarie e il falaj interno (canale di irrigazione) utilizzato per convogliare l'acqua e per rinfrescare i locali. A poca distanza, accessibile attraverso il suo monumentale portale di accesso, si trova la cittadina di Bahla famosa per la produzione della ceramica e per il suo Bahla fort, probabilmente il più maestoso forte omanita. Parte integrante dell'antica cinta muraria lunga oltre 7 km, l'attuale forte di Bahla si erge su un nucleo risalente al XII sec. ed il minuzioso restauro durato diversi anni ha fatto sì che nel 1987 venisse dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. I suoi edifici, stanze, cortili, bastioni, torri, passaggi, scale e mura interne, rendono la visita un vero e proprio percorso di esplorazione che consente di capire come si svolgesse la vita all'interno di questa vera e propria cittadella fortificata. All'esterno il piccolo villaggio di case in mattoni crudi è un bell'esempio di comunità islamica medievale organizzata attorno ad un falaj.

Poco oltre Bahla imbocchiamo la strada di montagna che conduce verso la montagna più alta dell'Oman, il jebel Shams (3009 mt.), nota non tanto per la sua vetta quanto per lo spettacolare e profondo Wadi Ghul che gli scorre accanto. Questo wadi è soprannominato il gran canyon d'Arabia poichè ha pareti verticali che si elevano per oltre 1000 mt. dalla base. Il luogo, sebbene non offra la possibilità di dedicarsi ad attività particolari, è ottimo per scattare stupende fotografie e per ammirare il paesaggio mozzafiato che spazia a 360°. Trascorsa qui un'oretta riprendiamo la strada sterrata che ci riporta alla base della montagna e ci dirigiamo verso Misfat, un minuscolo paesino abbarbicato sul versante di un pendio scosceso, caratteristico per le sue case in pietra e mattoni crudi e circondato da una lussureggiante piantagione di palme da dattero. L'amenità di questo paesino è tale da far sì che spesso lo i trovi raffigurato nei depliant pubblicitari dell'Oman. Là dove la montagna incontra la pianura, caratterizzata da una gran quantità di piantagioni di palme e da campi di mais, sorge il villaggio di Tanuf che merita una breve visita per due interessanti attrattive. La prima è rappresentata dal vecchio quartiere in rovina composto da case in mattoni di fango che sono state abbandonate durante le cosiddette guerre del Jebel degli anni '70. La seconda è costituita da uno dei migliori esempi di falaj (canale di irrigazione) ancora in uso che e visibile subito alle spalle del villaggio in rovina lungo il pendio della montagna. A non molta distanza da qui sorge l'insediamento di Al Hamra considerato uno dei centri abitati più antichi dell'Oman. Questo villaggio merita di essere visitato per le belle case in mattoni crudi a due o tre piani costruite secondo lo stile yemenita ed oggi, sebbene quasi tutte abbandonate, ancora ben conservate. Le piccole strade che si intersecano tra i resti e le rovine di queste case fantasma offrono la possibilità di passeggiare in un ambiente estremamente suggestivo soprattutto verso il tramonto quando il sole scompare dietro i monti Hajar per lasciare il posto ad un cielo che si tinge di rosso e poi di violetto.

Rientrati a Nizwa e trascorsa qui ancora una notte, cominciamo il nostro trasferimento verso sud ovest. Lungo il percorso, a poca distanza da Nizwa, facciamo una sosta per visitare l'insediamento di Birkat al Mawz in cui è possibile vedere all'esterno il Bait al Radidah, un forte da poco restaurato tra i cui bastioni scorre un importate falaj e visitare la old town anch'essa caratterizzata da un gran numero di case in mattoni di fango ora abbandonate ed in rovina. Dopo circa 200 km di strada raggiungiamo finalmente le Sharqiya sands. Qui ha inizio il Rub' al Khali, ossia l'immenso "quarto vuoto" (inteso come "quarta parte" dopo cielo, terra e mare) che costituisce il secondo più grande deserto di sabbia del mondo. Esso ricopre la parte più meridionale della penisola araba ed è costituito da dune di sabbia "viva"che si spostano fino a 10 mt. all'anno. Patria di beduini, le Sharqiya sands consentono al visitatore che si spinge fino a qui non solo di provare l'emozione del deserto, ma anche di buttare uno sguardo su una cultura tradizionale che sta rapidamente scomparendo perchè l'avvento dei comfort moderni riduce il bisogno di condurre uno stile di vita nomade. Dopo circa un'ora di guida in un assoluto "nulla" caratterizzato solo da un susseguirsi infinito di dune, raggiungiamo il nostro campo tendato nel quale ci tratterremo per una notte vegliati da un firmamento reso ancor più intenso e luminoso dalla luna nuova. Questa è una meta imperdibilie per chi visita l'Oman e consente altresì di dedicarsi ad alcune divertenti attività quali le passeggiate in cammello, la scalata delle dune, il sand-boarding e il dune riding a bordo di quad o di fuoristrada.

Il giorno seguente, dopo una cammellata mattutina, riprendiamo il nostro fuoristrada e proseguiamo il viaggio raggiungendo Al Mintirib, un piccolo villaggio situato ai margini delle dune che è un prezioso punto di riferimento per chi intende addentrarsi in questa zona. Qui è possibile visitare l'Al Mintirib fort, una piccola fortezza caratterizzata da solide mura che un tempo era capace da un lato di tenere a bada le dune di sabbia e dall'altro lato di respingere gli assalti delle tribù di predoni che scendevano dalle montagne. Ad una sessantina di chilometri di distanza, ci addentriamo nel Wadi Bani Khalid, un wadi rinomato per la sua bellezza situato tra le ripide pareti dei monti Hajar orientali. La strada panoramica che si percorre per raggiungerlo procede zigzagando tra spettacolari formazioni rocciose di colore verde e ruggine dovute agli ossidi ferrosi contenuti nel terreno. La sorgente che si trova a monte del wadi alimenta una abbondante vegetazione palmizia in cui si annidano piccoli villaggi e piantagioni di frutta che conferiscono a questa zona un aspetto davvero idilliaco. Punto terminale del viaggio sono le pozze d'acqua qui presenti nelle quali una moltitudine di locali sono soliti venire nel fine settimana per fare il pic-nic e per trovare rinfresco facendo il bagno nelle acque che si incuneano tra le formazioni rocciose. Dopo aver pranzato sul bordo del laghetto principale, riprendiamo il nostro cammino e raggiungiamo il villaggio di Al Kamil che sorge nel punto in cui la strada si divide per procedere da un lato verso Sur e dall'altro lato verso Al Ashkarah percorrendo poi il lunghissimo litorale desertico che porta fino all'isola di Masirah. Al Kamil possiede i resti in rovina di un forte con torri di guardia, ma l'attrattiva principale per chi si spinge fin qui è l'old castle museum, un castello privato che ospita la collezione personale dello sceicco Khalfan Al Hashmi. Approfittando dell'assenza di altri turisti ci addentriamo nel castello ove ci accoglie un cicerone che ci mostra la varie sale arricchite con meticolose raccolte di oggetti in rame, gioielli, ceramiche, specchi, manufatti artigianali in legno e palma raccolti nel corso dei decenni in tutto il paese. Sul finire della visita ci raggiunge lo sceicco in persona che ci offre datteri e caffè omanita e che ci invita ad una piacevole conversazione sulla storia della sua famiglia e del castello. Al termine di questa piacevole ed inaspettata parentesi riprendiamo il notrro viaggio e raggiungiamo due piccole cittadine poste a poche decine di chilometri di distanza. La prima è Jalan Bani Bu Hassan che è caratterizzata dalla presenza di diverse torri di guardia, vecchie case fortificate e dal Bani Bu Hassan castle, appena restaurato e che merita senz'altro una breve visita. La seconda è Jalan Bani Bu Alì ove è possibile visitare un grande forte attualmente ancora in rovina e non recuperato nel quale è comunque possibile entrare per una suggestiva esplorazione delle sue diverse sezioni. A poca distanza si trova poi la Jami al Hamoda Mosque, una antica ed onorata moschea con una sala da preghiera bassa ed allungata sormontata da 52 cupole.

Verso sera riprendiamo la marcia e percorsa una ottantina di chilometri raggiungiamo sul far del tramonto la città di Sur posta sull'estremità orientale della penisola araba. Grazie alla sua suggestiva corniche, ai due forti, alle piacevoli spiagge che la circondano e ad una lunga tradizione nel campo della costruzione dei dhow, la città ha diverse cose da offrire al visitatore. Inoltre la sua strategica vicinanza ad alcune importanti attrattive naturalistiche, la rende una ottima base in cui spendere due o tre giorni. Raggiunto il nostro albergo e consumata una ottima cena indiana in uno dei tanti ristoranti della città, la mattina seguente ci dedichiamo alla visita cominciando dal Bilad Sur castle, costruito due secoli or sono per difendere la città dall'assalto dei predoni provenienti dall'entroterra. Il castello, da poco ristrutturato, presenta possenti torri dalla struttura inusuale somiglianti a delle navi corazzate. Poco distante si trova un altro forte, il Sunaysilah castle, abbarbicato su uno sperone di roccia e costruito circa un secolo prima del Bilad Sur castle su una classica pianta quadrata protetta da quattro torri. Questo edificio costituiva parte di un più ampio sistema di fortezze eretto a difesa della città e per la protezione del fiorente commercio d'oltremare. Da questa zona è possibile avere una suggestiva visuale sulla città vecchia e sulla medina posta quasi a ridosso della linea di costa. Dall'altura su cui sorge il castello scendiamo verso il mare e raggiungiamo la corniche, una passeggiata di oltre un chilometro che si affaccia su una ampia spiaggia dove verso sera i locali sono soliti ritrovarsi per godere della brezza marina o per improvvisare una partita a pallone. La strada prosegue e dopo aver aggirato un promontorio piega verso la zona del porto e dei cantieri dei dhow, le tipiche imbarcazioni in legno omanite. Qui è possibile vedere i manovali cimentarsi con la costruzione artigianale di queste barche ed osservare alcune di esse alla fonda nella baia antistante. Nel pomeriggio ci immergiamo nel souq della città per fare alcuni acquisti di monili in argento e di profumi. Essendo una località meno battuta dal turismo rispetto a Mascate, è qui possibile fare migliori affari rispetto alla capitale. Come in ogni souk che si rispetti vi sono zone dedicate alle diverse tipologie di prodotti cosicchè basta entrare in una di esse per avere letteralmnente l'imbarazzo della scelta tale è la profusione di negozietti e bancarelle che propongono i loro articoli. Dopo amichevoli trattative, anche se i margini di contrattazione non sono particolarmente significativi in Oman, lasciamo questo souk con un carico di inebrianti profumi orientali ed alcuni monili in argento tipici del paese e ci dirigiamo verso il villaggio di Ayjah che si estende su un piccolo promontorio prospiciente la corniche. Superato il ponte sospeso che attraversa la baia (unico ponte sospeso dell'Oman) raggiungiamo questo grazioso villaggio di bianche casette che merita una breve visita soprattutto al tramonto quando offre uno splendido panorama di Sur con i dhow che rientrano dal mare. Qui si trova un piccolo castello, l'Al Ayjah fort, ed un faro eretto sulla punta estrema del promontorio.

Il giorno seguente effettuiamo una escursione in due spettacolari wadi posti a poche decine di chilometri di distanza. Il primo che raggiungiamo è il Wadi Tiwi non facilmente accessibile a causa della strada piuttosto stretta ed impervia che lo attraversa. Non è raro che i fuoristrada che si incrociano rimangano incastrati tra i muretti delle piantagioni o siano costretti a difficoltose retromarce in salita o in discesa per cercare uno slargo dove poter far manovra. Ad ogni modo l'impegno che richiede la risalita del wadi è ben ricompensata dalla amenità del paesaggio. Lussureggianti piantagioni, ripide pareti a strapiombo dai vividi colori e pozze di acqua color verde smeraldo ove è possibile fare il bagno, consentono ai visitatori che raggiungono questo luogo di riposarsi e rilassarsi prima di riaffrontare l'impegnativo viaggio di ritorno. Oltrepassato questo wadi, ove abbiamo speso alcune ore, raggiungiamo un secondo wadi posto a poca distanza che rivaleggia in bellezza: il Wadi Shab (gola tra le rupi) che rappresenta una delle destinazioni naturalistiche più suggestive dell'Oman. Questo wadi può essere percorso solo a piedi e gli automezzi devono essere parcheggiati al suo ingresso in prossimità del lago che ne segna il punto di inizio. Una serie di imbarcazioni fanno la spola per portare i turisti sull'altra sponda da cui inizia il percorso di trekking vero e proprio che conduce nella gola. Alte e strette pareti scoscese che lasciano vedere solo una fetta di azzurro cielo, piantagioni terrazzate, palmeti e boschetti di oleandri segnano il percorso che in circa un'ora di cammino conduce ad una serie di pozze d'acqua turchese in cui si gettano piccole cascate. Tra i martin pescatori che svolazzano qua e là è possibile nuotare in queste vasche naturali per rinfrescarsi e per recuperare le energie spese durante il tragitto. Nel pomeriggio inoltrato lasciamo questo incantevole luogo e riprendiamo la strada per Sur. Lungo il tragitto effettuiamo una breve sosta presso il villaggio di Dibab in cui si trova il Sinkhole Park, una singolare dolina calcarea di 40 x 20 mt. nelle cui acque verde cupo è possibile fare il bagno. Nota come "casa del diavolo" questa dolina vanta delle profonde acque ancora in parte inesplorate in cui si trovano dei pesci cavernicoli ciechi. Raggiunta Sur proseguiamo il nostro tragitto di ulteriori 60 km fino a raggiungere la località di Ras al Jinz il punto estremo della penisola araba. Questo è un sito importantissimo per la nidificazione della tartaruga verde, una specie protetta purtroppo in via di estinzione. Ogni anno approdano qui circa 20.000 esemplari per deporre le vuova, ma considerando che su mille tartarughe nate solo 4 riescono a diventare adulte, è facile comprendere come assai fragile sia il futuro di questa specie. L'Oman riveste un ruolo di fondamentale importanza nella sua tutela e la zona è stata posta sotto la protezione del governo che ha qui istituito la Ras al Jinz turtle reserve. E' possibile prendere parte ai gruppi (invero fin troppo numerosi) che di notte o all'alba vengono condotti sulla spiaggia da una guida professionale per assistere al processo di deposizione, copertura e schiusa delle uova. La vista delle piccole tartarughe appena nate che si dirigono verso le onde del mare rese fluorescenti da un particolare tipo di alga, rappresenta una esperienza assai suggestiva che non può non indurre il visitatore ad esprimere ad ogni esemplare l'augurio che possa essere uno di quel quattro per mille che riuscirà a diventare una tartaruga adulta. Rientrati a tarda notte a Sur, ci apprestiamo a trascorrere qui l'ultima notte. La mattina seguente ci attende il lungo viaggio di rientro a Mascate dove arriviamo nel pomeriggio. Un'ultimo giro nel souk di Mutrah ci dà l'occasione per effettuare ancora qualche acquisto e dopo uno spuntino lungo la corniche ci dirigiamo verso l'aeroporto per restituire la vettura presa a noleggio.

Un volo serale ci porta a Salalah, all'estremo sud del paese, dove arriviamo poco prima della mezzanotte del 31 dicembre. Una rapida corsa in taxi ci porta al nostro resort appena in tempo per prendere parte al party in piscina per i festeggiamenti del nuovo anno, occasione che ci consente curiosamente di constatare come, sebbene ci si trovi in un paese arabo a religione musulmana, il consumo di alcol sia ben gradito anche agli autoctoni. Ci uniamo quindi ai brindisi e dopo qualche cocktail ed una fumata di shisha ci ritiriamo in camera. La mattina seguente noleggiamo un'altra auto che utilizzeremo nei giorni successivi per gli spostamenti in questa regione (Dhofar) che merita di essere visitata per immergersi nell'affascinante atmosfera esotica che le deriva dall'essere stata per secoli il centro del commercio dell'incenso. Al di fuori della stagione estiva (giugno-agosto), caratterizzata dal passaggio del Kharif con le sue nebbie e scrosci di pioggia che fanno esplodere la vegetazione, per il resto dell'anno questa regione meridionale gode di un clima decisamente caldo che favorisce la crescita e la coltivazione della palme da cocco, principale prodotto della zona. Cominciamo quindi la visita di Salalah, vivace e pittoresca città subtropicale, la cui principale attrattiva è il Museum of Frankincense Land che fa parte di un più vasto complesso archeologico che comprende le rovine dell'antico porto commerciale risalente al XII sec. dal quale l'incenso veniva spedito verso le indie, l'Asia, il mediterraneo e l'Africa per essere scambiato con pregiate spezie. Il museo vero e proprio ripercorre invece la storia della zona a partire dal 2000 a.C. e testimonia l'antica potenza marittima dell'Oman. Dopo una rapida visita dall'esterno del Palazzo del Sultano che occupa unitamente ad altri edifici governativi una buona parte del litorale, ci dirigiamo al vicino Al Husn souq, il posto migliore dove entrare in contatto con gli abitanti della città che qui si ritrovano in una tradizione che va avanti da secoli. I vicoletti, pervasi dai fumi e dai profumi dell'incenso che arde negli incensieri, sono pieni di botteghe che vendono i tradizionali copricapo in cotone, gioielli, spezie, profumi, stoffe, abiti, scialli ed altri manufatti ancora. Meritevole poi di una visita anche il Gold market, il souq dell'oro situato nel cuore della città, in cui una miriade di negozi espongono una profusione di gioielli realizzati in questo prezioso metallo. Poco distante si trova la Moschea monumentale, aperta solo ai musulmani, che unitamente al curato giardino che la circonda vale una breve sosta.

Le bellezze di questa regione si apprezzano però uscendo da Salalah ed andando ad esplorare sia le colline circostanti sia le zone poste ad est e ad ovest della città che si trova al centro di una pianura racchiusa tra le montagne e l'oceano indiano. Ci inerpichiamo dunque sui rilevi che orlano l'agglomerato urbano ed a circa mezzora di viaggio facciamo sosta presso la Job's Tomb, la tomba di Giobbe. Questo, dal punto di vista religioso, è forse il luogo più importante della regione anche se dal punto di vista architettonico non merita particolare menzione trattandosi di un semplice piccolo edificio quadrato sormotanto da una cupola al cui interno si trova la lapide del personaggio biblico. Proseguiamo il nostro tragitto spostandoci sulla costa ad una cinquantina di chilometri a ovest di Salalah e qui incontriamo la baia di Mughsail una delle baie più spettacolari dell'Oman che culmina in una serie di alte scogliere a picco sul mare. Ai piedi della scogliera, ove è possibile percorrere un tragitto a piedi, vi sono una serie di blowholes (soffioni) attivi tutto l'anno ed in particolare durante il periodo del kharif in cui il vento è più insistente ed il mare più agitato. Proseguendo oltre Mughsail, in direzione del confine yemenita, la strada (capolavoro di ingegneria) si inerpica zigzagando per alcuni chilometri fino in cima alla scogliera raggiungendo una zona ricoperta da alberi dell'incenso. Ancora oltre si trova un bivio e da qui una strada sterrata scende fin verso il mare raggiungendo la località di Fizayah, caratterizzata da imponenti pareti e spettacolari pinnacoli di roccia calcarea che fanno da contraltare ad incantevoli baie e spiagge di sabbia bianca lambite da un mare turchese. Approfittando delle ultime ore di luce proseguiamo il nostro viaggio avvicinandoci ancor di più al confine yemenita e dopo aver superato un posto di polizia di frontiera raggiungiamo il sito panoramico di Shaat abbarbicato sulla cima di una altissima scogliera a strapiombo sul mare. Godiamo di questo magnifico panorama unitamente ad una moltitudine di cammelli che blandamente fanno ritorno dai luoghi di pascolo ed al calar della sera, non potendo proseguire oltre, facciamo rientro a Salalah.

Sebbene la città goda di ampie e lunghe spiagge su cui è possibile fare balneazione, la mattina seguente decidiamo di far ritorno a Fizayah che, per quanto richieda quasi un'ora e mezza di macchina, ripaga ampiamente il tempo necessario per raggiungerla. La pressochè assenza di turisti, la sensazionalità del paesaggio, la limpidezza delle acque e la piena fruibilità della bianca spiaggia rendono un must trascorrere qui almeno un'intera giornata. Dopo questa pausa, ci dedichiamo alla visita della zona ad est di Salalah e percorsi una settantina di chilometri raggiungiamo Mirbat, un piccolo centro che fu teatro di una storica battaglia durante la cosiddetta rivolta del Dhofar dei primi anni '70 del secolo scorso. Oggi la città, che ha senz'altro visto tempi migliori, vanta un piccolo forte da poco ristrutturato ed adibito a museo, una bella moschea ed i resti delle antiche case dei mercanti ornate da interessanti finestre graticolate. Da non perdere, subito nei dintorni di Mirbat, la zona costiera che presenta un lungo tratto di costa in cui alte dune di sabbia arrivano letteralmente a confondersi con la spiaggia determinando una transizione netta tra il paesaggio desertico ed il mare. Trascorriamo in questo ambiente quasi surreale alcune ore prima di rimetterci in viaggio per raggiungere il Wadi Dharbat, una meta molto frequentata dal turismo locale caratterizzata da affascinanti formazioni calcaree, laghetti turchesi in cui confluiscono una molteplicità di cascate e zone di relax all'ombra delle palme e di altre piante tropicali. La falesia principale è percorsa da una cascata che alimenta un laghetto semipermanente che costituisce un habitat ideale per le farfalle. Lasciamo questo posto per raggiungere Khor Rouri un sito in cui oggi pascolano i cammelli e nidificano grandi stormi di fennicotteri, ma che duemila anni fa era uno dei porti più importanti del mondo ed il principale centro della via dell'incenso. Di tutto ciò rimane solo il sito archeologico del Sumhuman archeological park che offre la possibilità di girovagare tra le rovine di antichissime abitazioni e guardare gli archeologi al lavoro. Sulla via del rientro verso Salalah facciamo tappa a Taqah un grazioso villaggio costiero di pescatori ove ha sede il Taqah castle, un forte del XIX sec. ottimamente restaurato in cui ha sede un bel museo che racconta la storia di questa città dedita in passato alla pesca e produzione di sardine. La cittadina vanta una lunga spiaggia di sabbia bianca al cui estremo orientale vi è un alto promontorio su cui gli abitanti ed i turisti sono soliti salire per godere del tramonto del sole. Approfittando dell'ora serale ci inerpichiamo anche noi su tale rilevo proprio in tempo per vedere il sole tramontare sul mare in un susseguirsi di spettacolari colori.

La mattina dopo abbiamo ancora qualche ora per completare gli ultimi acquisti presso il souk di Salalah e quindi ci dirigiamo verso l'aeroporto per restituire la vettura presa a noleggio. Con Oman Air rientriamo a Mascate e da qui un volo internazionale in coincidenza ci riporta ad Istanbul dove possiamo spendere ancora un'intera giornata prima di far definitivamente rotta verso l'Italia.