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Le foto
Settembre 2015
La splendida capitale austriaca dal glorioso passato imperiale. Se la posizione strategica è stata la causa delle tentate invasioni dell’esercito ottomano, la collocazione di assoluto rilievo in imperi di grande estensione ha lasciato in eredità alla città uno spirito cosmopolita ed una suggestiva struttura monumentale. Voluta così da sovrani "illuminati" che chiamarono a corte architetti geniali per farne una sontuosa capitale, Vienna è diventata nei secoli cornice speciale delle creazioni degli artisti più affermati; basta pensare alle insolite foglie d’oro della cupola della "Secessione".
1 settembre
Partiamo dalla Stazione centrale di Praga con il treno “Smetlana” delle Ferrovie Ceche alle 8.42 e arriviamo alla Stazione Centrale di Vienna alle 12.52. Il nostro albergo, il Graf Stadion si trova molto vicino alla stazione metro Rathaus e comunque il centro e' raggiungibile a piedi in circa 10/15 minuti quindi molto comodo per visitare la città. E’ ubicato in un antico edificio dei primi del ‘900 e l'ascensore è un meraviglioso pezzo di storia con divanetto incluso tutto dorato. Passando con il taxi che ci ha portato all’ albergo abbiamo notato proprio nella piazza del Rathaus (Municipio) una serie di tendoni, presumiamo che ci sia qualche ritrovo all’ aperto e relativi posti di ristoro. Ci andiamo ed infatti non ci sbagliavamo: vediamo vari stand dove si può mangiare di tutto dalle pietanze austriache a quelle indiane e multietniche! Dopo esserci rifocillati partiamo alla scoperta di Vienna. Il palazzo del Parlamento che ha ospitato sino al 1918 le rappresentanze imperiali e nazionali è diventato dopo la caduta dell’Impero la sede delle due Camere del Parlamento. Era stato costruito verso la fine dell’Ottocento in stile neoclassico greco in onore appunto dell’antica Grecia, considerata la culla della democrazia. Davanti all’imponente colonnato corinzio si erge la fontana monumentale dedicata a Pallade Atena. Il Burgtheater è il teatro nazionale austriaco a Vienna e uno dei più importanti teatri del mondo. Proseguiamo per il Burgring fino a Maria Theresa Platz. Due edifici storici, il Museo Naturhistorisches e il Kunsthistorisches Museum si fronteggiano sulla piazza. Entrambi questi edifici sono attraenti e hanno molte sculture e dettagli sulle loro facciate. Si affacciano sul monumento dell'imperatrice Maria Teresa la più importante dell'epoca Asburgo, fu costruito sotto la guida di Kaspar von Zumbusch, in ben 13 anni.
In serata ceniamo in un caratteristico locale in cui facciamo amicizia con un amico del proprietario di origine genovese, mangiando Gulasch (risultato di una simbiosi di successo tra la cucina ungherese e quella viennese), ovvero ottima zuppa di carne in umido condita con paprika e servita con gnocchi. Il tutto innaffiato con ottima birra! Ci meritiamo un riposo…..
2 settembre
In tram raggiungiamo Karsplatz per dare uno sguardo alla famosa “Palazzina della Secessione” disegnata nel 1897 dall'architetto Joseph Maria Olbrich come manifesto del movimento della Secessione è uno dei capolavori architettonici dello "Stile Liberty" a Vienna. Non era soltanto la sede del movimento della Secessione, doveva anche accogliere le esposizioni dell'avanguardia viennese rifiutata e denigrata dall'arte "ufficiale", fissata sulla concezione più tradizionale dello storicismo e del Biedermeier. La cupola è costituita da 3.000 foglie di alloro in metallo dorato. L'iscrizione dice: "Der Zeit ihre Kunst, der Kunst ihre Freiheit" ("A ogni epoca la sua arte, all'arte la sua libertà"). Nel poco distante Resselpark vi sono i Padiglioni di Otto Wagner del 1899 che incarnano l’architettura Art Nouveau nella sua più elegante espressione. Erano stazioni gemelle della ferrovia sopraelevata di Vienna ora non più in funzione. Gli ornamenti in stile liberty riflettono la vicina chiesa barocca Karlskirche, una delle più imponenti di Vienna; sono costituiti da oro, incorporato nel marmo e piante di girasole oro fregio intorno al tetto. Oggi, tuttavia, i due padiglioni hanno perso la loro funzione originale; uno fa parte del Wien museum, dove si si tengono mostre; l'altro è una caffetteria. Passeggiamo per il Naschmarkt mercato originario della fine del ‘700 che può essere considerato in tutto e per tutto l’immagine e la metafora della caleidoscopica capitale austriaca, in cui tinte di rigorosa e maestosa classicità si alternano alle vivaci sfumature di colore portate da gente proveniente da tutta Europa. Sulla strada parallela, la Friedrichstrasse si affacciano splendidi edifici dell’ Art Nouveau: la Wagner Haus e la Majolika Haus sempre di Otto Wagner. In Schwarzen-Platz si trova il Monumento alla Liberazione eretto nel 1945, dedicato all’ Armata Rossa, è un ricordo del secondo dopoguerra di Vienna quando la città era occupata dalle potenze alleate e la piazza si chiamava Stalinplatz. Un veloce spuntino e sempre in tram andiamo al complesso del “Belvedere” formato da due splendi edifici del XVIII secolo (Superiore ed Inferiore) collegati da splendidi giardini alla francese su tre livelli, che illustrano la simbologia classica: il livello inferiore rappresenta i quattro elementi, quello centrale il Parnaso e quello più alto l’ Olimpo. In mezzo alle tante statue del giardino quelle di maggior pregio sono quelle che raffigurano le muse e le sfingi. Visitiamo il Belvedere Superiore passando per la sala del piano terra una delle più belle sale d’ ingresso barocche, di un bianco magnifico, dove quattro figure erculee sorreggono il soffitto a volte. Una scalinata barocca conduce alla sala delle cerimonie. Fra i tanti quadri esposti anche una veduta di Napoli vista dal Granatello di Portici, di Joseph Rebell, del 1819. con il Vesuvio sullo sfondo. Ma l’ attrattiva principale è il famoso “bacio” di Klimt davanti a cui sosta una gran folla di visitatori. Per inciso bisogna sapere che questa tecnica pittorica dell’ artista scaturì quando visitando Ravenna restò ammaliato dai mosaici e adattò l’ idea compositiva del mosaico alle sue opere. In attesa di recarci al Prater per un giro sulla famosa Ruota Panoramica, andiamo a vedere la Huntertwasser, un complesso di appartamenti probabilmente più insolito al mondo. E’ una fiabesca costruzione con cupole a cipolla, tetti-giardino e una facciata coloratissima. In essa vivono quasi 200 persone e i cespugli e gli alberi sui balconi e sui tetti-giardino aggiungono un piacevole tocco di verde. Vi è anche un accorsato negozio di souvenir di fronte all’ ingresso tanta è vasta l’ affluenza di turisti! In metro ci spostiamo al Prater, il parco dei divertimenti famoso in tutto il mondo e amatissimo dai viennesi, aperto al pubblico nel 1766 dall’’imperatore Giuseppe II. C’è una grande quantità di altri divertimenti, tra cui diverse piste per autoscontro, go-kart, trampolini, un tappeto volante, il labirinto di specchi e il labirinto, i trenini nelle grotte, sale giochi, la ruota dei fiori, minigolf, tiro a segno, altalene e scivoli. Chi preferisce attrazioni più adrenaliniche, al Prater non ha che l'imbarazzo della scelta: chi vuole provare l'ebbrezza della velocità estrema ha solo da scegliere ma le attrazioni più stimolanti son una giostra alta 117 metri - fa girare in aria i suoi visitatori a 60 km/h offrendo una vista fantastica sulla città e un braccio oscillante che catapulta i suoi “passeggeri” a 18 metri di altezza. Ma noi siamo qui solo per il Riesenrad, la ruota panoramica più famosa del mondo alta 64,75 mt inaugurata nel lontano 1897 e sopravvissuta a catastrofi naturali e guerre. In attesa che faccia sera ceniamo nel ristorante adiacente all’ ingresso e poi ci avviamo al punto di “imbarco” dei vagoncini in legno di aspetto molto “retrò” ma molto caratteristici. Si parte, il panorama di Vienna illuminata da quassù è mozzafiato soprattutto di sera.
3 settembre
Giornata dedicata al centro storico ma prima un giro sul Ring Tram che parte da Schwedenplatz e percorre il percorso del Ring il grande "viale circolare" fra gli eleganti edifici ottocenteschi in stile neoclassico e neogotico per farci immaginare come fosse Vienna ai tempi dell'impero asburgico, quando i cavalli trainavano i tram prima ancora che questi ultimi divenissero elettrici e le auto non avevano fatto la loro comparsa... Saliamo a bordo del vagone giallo dove sono presenti degli schermi che forniscono informazioni e sono disponibili audioguide anche in lingua italiana. Un balzo indietro nel tempo ci riporta al 1865, anno in cui l'imperatore Francesco Giuseppe inaugurò, il 1° maggio, la Ringstrasse, un boulevard di 5,3 km che collegava le sedi culturali e politiche e separava i quartieri centrali dello Stephansdom e dell'Hofburg dai sobborghi periferici prendendo il posto della vecchia cinta muraria e rivoluzionando gli spazi. Certo il traffico di questa grande città non aiuta a calarci nel tempo antico ma il percorso è molto suggestivo vedendo sfilare i monumenti e gli edifici più rappresentativi di Vienna. Non possiamo perderci l’ Ankeruhr un orologio in stile liberty creato dal pittore e scultore Franz von Matsch e fu costruito fra 1911 e 1914. Al di sopra dell'orologio a forma di ponte si muovono nell'arco di dodici ore altrettante figure, singole o in coppia, tratte dalla storia di Vienna, le quali passano davanti all'antico stemma di Vienna. Ogni giorno, alle ore 12, sfilata di tutte le figure con relativa musica dell'epoca in sottofondo. Arrivati in Hoher Markt che, durante il Medioevo, è stato uno dei più importanti luoghi di mercato della città, ma anche di gogna e forca, notiamo, sebbene fossimo arrivato in largo anticipo, che si è già radunata una certa folla in attesa. L'orologio si estende su un piccolo vicolo, il Bauernmarkt e fu commissionato dalla compagnia di assicurazione Der Anker - da cui il nome – e fu costruito nel 1917 su progetto di Franz Matsch. Al centro della piazza Il grande Vermahlungsbrunnen (Fontana Wedding) attira immediatamente l'attenzione. La fontana fu commissionata dall'imperatore Leopoldo I che volle celebrare il ritorno di suo figlio Giuseppe dall'assedio di Landau. Da qui la fontana è conosciuta anche come la Josefsbrunnen. La fontana monumentale fu progettata dall'architetto di corte, Johann Bernhard Fischer von Erlach e costruita nel 1729-1732 dal figlio, Joseph Emanuel. La fontana barocca raffigura il matrimonio presunta tra Giuseppe e Maria celebrato dal Sommo Sacerdote sotto un baldacchino in bronzo, sorretta da quattro grandi colonne corinzie. Alle 12 in punto dopo i dodici rintocchi di campana inizia la sfilata delle figure accompagnata da un suono di musica d’organo. Una puntata al Graben che è la prima via pedonale del centro di Vienna (1971). Oltre ai numerosi negozi e caffè che la abbelliscono, notevole la colonna barocca della Trinità - “Pestsäule” - eretta tra il 1681 e il 1693 a ricordo della peste del 1679 e le fontane degli imperatori Giuseppe e Leopoldo. Nel ‘700 era ricca di splendidi palazzi barocchi, di cui oggi sopravvive solo il palazzo Bartolotti-Partenfeld. Una curiosità sono le toilette sotterranee in Jugendstil (stile Liberty).

4 settembre
Oggi andiamo in Stephansplatz per visitare la cattedrale gotica, uno dei principali simboli di Vienna. In piazza stazionano molte carrozzelle per la gioia dei turisti che vogliono essere scarrozzati per la città ma……i cavalli sporcano coi loro “bisogni” e anche se gli addetti alla loro rimozione non mancano la puzza si avverte! Non parliamo poi della moltitudine di persone in pseudo abiti del “700 che distribuiscono volantini sugli eventi in città. Altra nota dolente il moderno edificio piazzato difronte alla cattedrale anche se architettonicamente gradevole. (La Haas-Haus, nella cui facciata vetrata si rispecchia il duomo di Santo Stefano, è stato progettato dall’architetto di grido Hans Hollein.) Il duomo di Santo Stefano è una tappa obbligata per ogni turista in visita a Vienna. Oltre a numerosi altari e cappelle laterali di grande pregio, si può visitare anche l’impressionante tesoro del duomo, comprendente reliquie artistiche, decorate con oro e gemme preziose, ostensori, testi, libri e paramenti liturgici. Il duomo di Santo Stefano ospita anche numerosi sepolcri di personaggi storici importanti. L’imperatore Federico III è sepolto qui in un imponente sarcofago di marmo. La piastra di copertura della tomba pesa da sola otto tonnellate. In una cappella apposita riposa per sempre il principe Eugenio di Savoia. Nelle catacombe del duomo di Santo Stefano è sepolto tra gli altri il duca Rodolfo IV d’Asburgo, detto il “Fondatore”, che nel 1359 pose la prima pietra per la nuova costruzione gotica della cattedrale. Inoltre, nelle catacombe si trovano i sepolcri dei cardinali e arcivescovi di Vienna. In un angolo esterno della cattedrale sulla parete esterna nordoccidentale si trova un elaborato pulpito barocco con una statua di San Giovanni da Capistrano. Uno sguardo al Mozarthaus e poi veloce spuntino a base di pesce in un ristorantino in Rotenturstrasse. In Neur Markt vediamo la splendida Donnerbrunnen una fontana barocca costruito da Georg Donner tra il 1737 al 1739 prendendo il suo nome. Il personaggio principale nel centro della fontana di 3,7 metri di altezza rappresenta la "Providentia", con pun medaglione con una testa di Giano e nella mano sinistra, un serpente. La fontana è circondata da quattro figure allegoriche, due fiumi maschi rappresentano dell'Alta Austria, e due femmine, che rappresentano i fiumi di Bassa Austria. Percorriamo una fantastica strada elegantissima e piena di negozi prima di arrivare a Michaelerplatz per ammirare l'ala Michaelertrakt dell’ Hofburg, i cui pomposi fianchi delle porte sono decorati con due fontane giganti che illustrano allegoricamente Austria di "Macht zur vedere" (potenza in mare, cioè Marina, ) e "Macht zu Lande" (Potere a terra, vale a dire Esercito). Nel centro della piazza, si può ammirare un sito archeologico conservato dal Museo Wien. Essa mostra le fondamenta del campo romano militare Vindobona. Sulla piazza si affaccia la Looshaus, una volta odiato, ora una attrazione. Un edificio semplice con pannelli in marmo verde, ora una banca, progettato da Loos. L'imperatore Francesco Giuseppe l’ odiava profondamente e così tanto, che ci furono vari tentativi di demolirlo. Ora ci dedichiamo all’ Hofburg il palazzo imperiale costituito da un vasto complesso di numerosi edifici e cortili. Concludiamo la giornata con Il passaggio Freyung, anche a volte indicato come il passaggio Ferstel, è un arcade di lusso costruita dall'architetto austriaco Heinrich von Ferstel nel 1860. Il passaggio in marmo con pilastri e soffitto a volta è fiancheggiata da negozi di lusso. Il passaggio conduce passato un piccolo cortile interno coperto da una cupola di vetro a forma esagonale. Una fontana, anch'essa progettata da Heinrich von Ferstel, occupa il centro del cortile. Nella parte superiore della fontana vi è una statua del Donaunixen (Danube waternymph). Alla fine del 1970 la galleria era in declino e l’ attività commerciale era in declino. Dopo una completa ristrutturazione nel decennio successivo, il centro è tornato in vita e ora è uno spettacolo elegante con presenza anche di negozi italiani. Torniamo in albergo per un meritato riposo….io ho bolle ai piedi! In serata cena in un ristorantino turco nelle vicinanze e poi a nanna! Domani abbiamo il treno per Budapest alle 10.12.