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Le foto
Settembre 2013
I nostri sensi si sono persi fra paesaggi meravigliosi, suoni particolari e profumi colorati.

1-settembre Italia-Marrakech

Con il volo AT 0941 della Royal Air Maroc arriviamo a Casablanca e poi con il volo AT 0413 della stessa compagnia a Marrakech alle 2335 ora locale. Dall' aeroporto di Menara trasferimento in albergo, l' Atlas Asni, situato centralmente sulla rinomata Avenue de France, nel quartiere residenziale dell' Hivernage. Incontriamo il resto del gruppo della "FRANCOROSSO" e la nostra guida Abi che sarà con noi per tutto il viaggio. (sappiamo che è un ottimo professionista) Data l' ora....cena fredda.

2 settembre-Marrakech-Ounagha-Essaouira-Safi (305 km)

Oggi ci aspettano 305 km! E' solo un assaggio delle distanze che percorreremo in Marocco.....Lungo la strada, la R207, una sosta ad Ounagha per una visita ad centro di lavorazione dell' olio di Argan. Soprannominato oro del deserto per il suo colore, è prodotto solo in Marocco, con metodi antichi, da donne che si tramandano i gesti di generazione in generazione, lontano da ogni processo meccanizzato. Si ottiene dal frutto di un albero, l’arganier, che cresce solo nel Sud Est del Paese nordafricano, talmente radicato nella vita quotidiana delle popolazioni rurali da essersi circondato di leggenda.
L’olio di argan nasce da un processo che si svolge interamente a mano con passaggi delicati che richiedono grande abilità e manualità, gesti tramandati da madre in figlia per trattare e lavorare le bacche dell’arganier di colore verde o giallo, nelle quali si trovano mandorle da cui viene estratto l’olio.
Tra giugno e settembre le donne si riuniscono per la raccolta e l’essicazione, che può durare dai quindici giorni a un mese, per passare poi alla frantumazione delle mandorle. È il momento dell’ asslay, la torrefazione sul fuoco, seguita dalla macinazione, grazie a una mola di pietra chiamata azerg.
(Bianca tenta di emulare le lavoratrici..)
L’amalgama ottenuta viene quindi lavorata e impastata con l’aggiunta di un po’ d’acqua, fino a ottenere l’olio. Il residuo della spremitura viene modellato in piccoli impasti tondeggianti mentre l’olio viene filtrato e confezionato in piccole bottiglie di vetro. Il residuo, ricco di principi attivi, viene impiegato nella fabbricazione di prodotti cosmetici, mentre l’olio viene raccolto in un serbatoio, lasciato decantare due o tre giorni e successivamente filtrato fino a raggiungere una purezza perfetta. Utilizzato da più di mille anni dalle donne per proteggere le mani, il viso e il corpo dalle aggressioni del vento, del sole e della sabbia del deserto, l’olio di argan è fonte inestimabile di elementi benefici. Bianca acquista alcuni prodotti, cosmetici e......curativi!
Proseguiamo sulla R207 per Essaouria.

Essaouira
Essaouira è sicuramente la più famosa delle località balneari marocchine della costa atlantica, oltre ad essere una città ricca di grande fascino: splendida la sua medina, dal 2001 parte del patrimonio culturale mondiale sotto la protezione dell’Unesco. e la Kasba, la cittadella fortificata che difende il porto. La città si affaccia sulle isole Porporine, che la proteggono dalla furia dell'oceano. Essaouira ha antiche origine, ed in passato era una città fortezza; il suo nome in arabo significa infatti muraglia. Cui butiamo nella mischia tra le bancarelle, anche se è un'esperienza inebriante e stressante al tempo stesso! Una volta, questo splendido villaggio di pescatori era noto come Mogador, successivamente il villaggio divenne un porto importante.
La città prese inizialmente il nome da un Santo musulmano, Sidi Mogdoul. Trascritto in portoghese il nome si trasformò in Mogador. Il porto venne poi rinominato Essaouira, nome che deriva da Souira che significa “Piccola Fortezza. Bellissima tutta la zona del porto, con decine di bancarelle di pesce e crostacei freschi cotti alla brace. Molto suggestiva la parte più a nord di Essaouira, dove ci sono i bastioni e lo Skala de la Ville: lungo il camminamento ci sono tutti cannoni in fila e arrivati al bastione nord dal cui terrazzamento, dove vennero girate alcune scene dell' Otello di Orson Welles, si gode di una splendida vista sull' oceano, bellissimo da ammirare... ma per noi un bagno lì è inconcepibile per la temperatura gelida dell' acqua! Intervallo con un pranzo naturalmente a base di ottimo pesce e riprendiamo la visita della città. La principale arteria cittadina è la avenue de l' Istiqlal e poi...stradine, stradine e stradine dove alla fine è sorprendentemente semplice orientarsi. Fondamentalmente il centro è diviso in tre parti: il quartiere ebraico Mellah, la Medina e la Kasbah. Il centro (la medina) è fatto di stradine intricate, case imbiancate a calce, piazze belle e tranquille, piccoli laboratori artigiani. Bellissima poi la kasbah, piena zeppa di negozi e di bazar, dappertutto piazze, piazzette e mercati, davvero caratteristico..! Mare, vento, storia, bella gente, medina stupenda, Essaouira l' abbiamo trovata bellissima. Ci rimettiamo in viaggio sulla N1 per Safì dove arriviamo in serata al nostro albergo, il Golden Tulip. Primo impatto, peraltro positivo, con la cucina marocchina. Ottima!

3 settembre-Safi-Oualidia-El Jadida-Casablanca (220 km)

Safì
Situata all'incirca a 100 km a nord di Essaouira, Safi è una città del Marocco centroccidentale, nella regione di Doukkala-Abda, affacciata sull'Oceano Atlantico. Importante porto fin dal XVI sec, la città è oggi un centro industriale e uno dei maggiori centri specializzati nella lavorazione delle sardine. Città in rapida espansione, ha una bella medina, che visitiamo, e reca tracce del suo passato portoghese.

Oualidia
Oualidia è un paesino pittoresco affacciato su una spiaggia favolosa. Dal punto di vista paesaggistico la posizione di Oualidia è grandiosa è infatti posta su una collina, di fronte ad una vasta laguna che si riempie e si svuota a seconda delle maree. Due isolotti la proteggono dalle onde dell’Oceano che riesce ad entrare all’interno della laguna solo da due strette aperture. All’interno l’acqua è calma come praticamente in pochi altri posti in Marocco.
Una spiaggia a mezzaluna e banchi di sabbia che appaiono e scompaiono con la marea completano il quadro.
Sembra un posto idilliaco. Lo è per il bellissimo panorama che si ha dall’alto del paese guardando verso il mare e per la passeggiata che si può fare sulle selvagge dune del cordone esterno della laguna. Una delle esperienze più spettacolari di tutto il Marocco atlantico.
La spiaggia di Oualida è senz’altro carina ed è vero che l’acqua è calma ma nello stesso tempo il mare all’interno della laguna rimane sempre freddo e non invoglia particolarmente a grandi nuotate.
Vi sono allevamenti di ostriche, le migliori del Marocco si dice. Il ristorante dove consumeremo il pranzo è situato a pochi metri dalla spiaggia ed io noto persone del posto che noleggiano barche per un giro sulla laguna. Ci catapultiamo a prenotarci seguiti da altri turisti del nostro gruppo. Si incontrano gruppi di cormorani ed altre specie di uccelli variopinti. Su un promontorio si staglia la residenza reale estiva del sovrano Mohammed V. Inutile dire che il pranzo, a base ovviamente di pesce, è squisito!

El Jadida
El Jadida, l'antica città di Mazagan, è un'elegante e raffinata città del Marocco, dichiarata dall'UNESCO nel 2004 patrimonio dell' Umanità. Furono i portoghesi, durante il periodo della loro dominazione dal 1506 fino al 1769, ad edificare questa città fortificata inizialmente dotata di cinque bastioni. Oggi ne rimangono solo quattro dei quali i più visitati sono il bastione dell'Angelo, da cui si gode una splendida vista sulla città e il bastione San Sebastiano che conserva un'inquietante cappella dell'Inquisizione.
Risalendo la via principale di El Jadida si trova la cisterna portoghese. Caduta nell'oblio, fu riscoperta per caso nel 1916. Costruita nel 1514 dai Portoghesi, questa sala sotterranea è forse servita da arsenale o da magazzino prima di essere trasformata in cisterna per resistere agli assedi.
Questo deposito che si affaccia sull’acqua permise la fuga dei Portoghesi nel 1769. Un pozzo di luce illumina il centro di questa sala sotterranea sostenuta da cinque file di colonne. Un magnifico scenario dove sono stati girati film quali Otello di Orson Welles o Harem di Arthur Joffé. Ad aspettarci c' è la guida locale, un arzillo vecchietto che in francese ci illustra in modo erudito e nei minimi particolari la storia del sito. Purtroppo notiamo con disappunto che il paesaggio verso sud è deturpato da un complesso chimico e da una raffineria di petrolio a ridosso del colossale Port de Jorf Lasfar. Si prosegue sulla N1 per Casablanca. Cena e pernottamento all' Hotel Kenzi Basma.

4 settembre-Casablanca-Salè-Rabat (100 km)

Casablanca
È una città moderna, senza un particolare patrimonio storico in, cui accanto ai grandi palazzi di architettura moderna, sorgono gruppi di misere abitazioni.
Casablanca venne fondata nel 1575 come "Casa Branca" ("casa bianca") dai portoghesi, che avevano distrutto la città di Anfa, che sorgeva nello stesso luogo, nel 1515. I portoghesi infine abbandonarono la città nel 1755, dopo l'aumentare degli attacchi da parte delle tribù musulmane circostanti.
Nel 1911 passando il Marocco sotto protettorato francese il governatore Lyautey si adoperò per la valorizzazione dell'economia di Casablanca ove già nel XIX secolo la popolazione dell'area cominciò a crescere considerevolmente con l'aumentare del traffico commerciale marittimo.
Casablanca fu costruita nel 1906 e aveva una popolazione di 20.000 abitanti. Oggigiorno qui si svolgono tutte le attività tranne quelle amministrative
Da allora le cose sono profondamente cambiate. L’attuale popolazione è di circa 3 milioni di abitanti e Casablanca sembra una città dell’Europa del sud..
Casablanca fu un importante porto strategico durante la seconda guerra mondiale. (Ricordate il famoso film con Ingrid Bergman e Humphrey Bogart?)
A Casablanca si trova la Moschea Hassan II, la seconda al mondo per dimensioni (dopo la Moschea della Mecca). Il suo minareto alto 210 metri, è il più alto del mondo e compie anche le funzioni di faro laser orientato verso la Mecca visibile dfa oltre 30 km. Venne costruita su progetto dell'architetto francese Michel Pinseau per celebrare il sessantesimo compleanno di Re Hassan II del Marocco, e venne completata nel 1993. Sorge in parte sull'oceano, occupa 90.000 metri quadrati, può ospitare fino a 20.000 fedeli che salgono a 80.000 col piazzale antistante ed è ricca di marmi di diversi tipi e di splendidi lampadari. Contiene anche una medersa (scuola coranica) con biblioteca e sale per conferenze, nei sotterranei ci sono sale per abluzioni e autorimesse. La visita la effettuiamo alle 9 di mattina sotto consiglio della nostra guida per non trovare troppa folla. L' impatto visuale ci lascia esterrefatti! E' un inno all' architettura e all' arte decorativa marocchina, ricca di stucchi, piastrelle zellij, ornamenti in cedro dipinto e particolari in marmo, onice e granito. Le sale delle abluzioni, che ospitano 41 fontane, è un gioiello architettonico. Due mezzanini sopraelevati sono riservati alle donne: la lavorazione "moucharabi" (legno intagliato e dipinto) è eseguito con una finezza straordinaria. Ci dicono che vi hanno lavorato 2500 operai e 10000 artigiani dal 1987 al 1993. La sala delle preghiere è coperta da un tetto apribile del peso di 1100 tonnellate che si apre in 5 minuti, che permette ai fedeli di legarsi ad aria e terra completando con la vicina acqua del mare la palette degli elementi naturali aggiungendo il fuoco rappresentato da 50 lampadari in vetro di Murano del diametro di 10 metri! Si dice..... che sia costata circa 2000 miliardi di euro!
Fra le tante foto fatte quelle più belle le scatto ad un gruppo di donne fuori dalla moschea, ovviamente a loro insaputa...... Arriviamo a Place Mohammed V un valido esempio dell' architettura in voga durante il protettorato francese. La Prefecture, le Palais de Justice, le Consulat de France, le Cercle Militaire e l' Ufficio postale combinano la monumentale architettura francese con la sobrietà
moresca. La medina vecchia con le sue stradine strette e tortuose è cinta da mura del XVI secolo contrasta con la città moderna. C'è anche una medina nuova (Quartier Habous) costruita dal 1923 in vicinanza della città europea per dare una soluzione al problema dell'inurbamento cerca di riprodurre in chiave architettonica più moderna ma basata su quella tradizionale, l'ambiente delle medine delle città marocchine con i souk, le botteghe artigiane, i negozi di souvenir per i turisti. Il Mahakma du Pacha o Pacha di Palazzo di Giustizia è un edificio parlamentare che ospita la Corte di giustizia e funziona anche come una reception privata per funzioni pubbliche. I turisti spesso indicati nella speranza di visitare questo monumento, ma perché è ancora in uso, è spesso difficile per ottenere l'accesso. La costruzione di questo edificio iniziò nel 1948 e fu completata nel 1952. Lo stile architettonico è decisamente moresco e all' interno scopriamo belle decorazioni in stucco cesellato, mosaici policromi a disegni geometrici.
A Casablanca sorge anche una chiesa cattolica: la chiesa di Notre Dame de Lourdes costruita nel 1953-56 il cui motivo di interesse è dato dalle vetrate di Gabriel Loire, maestro vetraio di Chartres che rappresentano temi mariani. Il pranzo, sempre a base di pesce,lo consumiamo in un favoloso ristorante sul mare: il Club Val d' Anfa, situato in una zona di lusso creata negli anni 20 quale la Corniche d' Ain Diab. Dopo il pranzo si prosegue per Rabat ma prima si visita Salè che si trova sulla riva destra del fiume Bouregreg quindi più a nord della capitale.

Salé
Capoluogo della prefettura omonima, nella regione di Rabat-Salé-Zemmour-Zaer, è situata sul fiume Bouregreg, nelle vicinanze della capitale Rabat alla quale e’ collegata mediante il ponte Hassan II, costituendo un agglomerato che supera il milione e mezzo di abitanti. Durante il Medioevo era un porto fortificato e condivise la lucrosa attività della pirateria con la vicina rivale Rabat con la quale entrò in conflitto. Quando la pirateria venne eliminate nel XVIII sec., la città iniziò il proprio declino, riprendendosi nel XIX sec. La nostra visita si limita alla Medina dove lungo la via principale Bab el-Khebbaz si trovano la Kissaria e i suk, pieni di negozi di artigiani e commercianti. Anche se sembra alquanto strana come visita, ma la vista del cimitero di Sidi Benachir ci lascia pieni di ammirazione per la sua semplicità ed il suo decoro.
Salè è quindi il sobborgo di Rabat, ma molto meno lussuosa: per questo Salè è chiamata "terra dei subordinati". Lì ci vivono gli artigiani e i ranghi esclusi delle cariche di quadri amministrativi. Molto più economica per quanto riguarda le spese quotidiane soprattutto alimentari, sta diventando il luogo che i turisti raggiungono più facilmente. Nel 2006 è iniziato un progetto del valore di 5,1 miliardi di dollari americani che ha lo scopo di valorizzare la valle del Bouregreg e di Salè, oltre che della sistemazione della zona costiera della capitale.
In serata siamo a Rabat presso l' albergo Oumlil.


5 settembre-Rabat

Rabat
Rabat è la capitale del Marocco, con circa 600.000 abitanti. La città è situata sulla costa dell’Oceano Atlantico tra Casablanca e Tangeri, sulla sponda sinistra del fiume Bouregreg, di fronte alla città di Salé. Rabat è la sede del Governo marocchino e il centro principale della cucina tradizionale e dell’architettura.
La storia di questa città inizia in epoca molto lontana, già colonia fenicia e romana, il suo antico nome era Sala Colonia, nome ancora conservato dalla città gemella di Salè, e che ha origine da quello con cui veniva chiamato il
fiume su cui sorge. Prima tappa una veloce visita (esterna ) del Palazzo Reale abitato da circa 2000 persone che sorge su un sito di una residenza reale del XVIII sec. Oggi il complesso ospita anche la Moschea El-Fas e persino un ippodromo. Ci spostiamo al Mausoleo dedicato a Mohammed V, il sultano, considerato un eroe moderno, che portò il Marocco all’indipendenza nel 1957; a lui sono inoltre dedicati molti altri luoghi simbolo della città. Proprio a pochi passi dal Mausoleo rimangono le tracce di un progetto spazzato via da un terremoto nel 1755, che avrebbe dovuto essere, secondo le intenzioni del re Yacub el-Mansour, un’immensa moschea, la più grande dell’Islam. Di questo mirabile progetto sono ancora visibili pilastri ed altri ruderi ma soprattutto l’ imponente torre di Hassan, che doveva essere un minareto alto oltre 80 metri; attualmente ne rimangono solo 44, ma più che sufficienti a rendere l’idea della magnificenza e del re che, grazie alla rampa elicoidale interna, sarebbe salito fino in cima direttamente in groppa il suo cavallo. In un certo senso la torre ricorda la splendida Giralda di Siviglia, ora campanile della cattedrale della città andalusa.
Le mura di Rabat
Alla fine del XII secolo fu costruita dagli Almohadi una imponente cinta a protezione dei lati sud e ovest della città. La cinta era composta da due lunghi muri rettilinei di una lunghezza complessiva di più di 5 chilometri, di uno spessore di più di due metri e di un'altezza media di più di otto metri.
In questo modo fu protetta un'area di circa 120 ettari, che comprendeva la piana che domina la necropoli di Chellah per garantire la difesa della città inferiore. All'inizio del XVII secolo, i rifugiati musulmani scacciati dall'Andalusia si trasferirono nella kasbah e in una parte dell'area cinta dagli Almohadi, delimitandola con una nuova muraglia. Rettilinea e affiancata da torri, la muraglia andalusa che si estendeva per oltre 1400 metri, era in media alta 5 metri e spessa un metro e mezzo. All'inizio del XIX secolo fu costruito un nuovo bastione esterno, per una lunghezza totale di 4300 metri. Esso prolungava a sud le mura di cinta almohade, e le superava ad ovest fino all'oceano Atlantico, racchiudendo così un'area di oltre 840 ettari. Questa fortificazione era alta in media 4 metri e spessa circa un metro.
Come ogni città araba, la medina (il mercato, di solito situato nel centro storico) è uno dei cuori pulsanti della città. La Medina di Rabat risale al XVII secolo e, anche se meno interessante di quelle di Fès, Meknès o Marrakech, merita di essere visitata.
Entriamo nella Medina dove si trovano spezie, tappeti, artigianato vario, il tutto reso ancor più pittoresco dalla singolare e ordinata griglia di strade da cui è composta. Girando tra i vari suq non siamo assaliti dai commercianti, come avviane praticamente ovunque nelle altre città, e soprattutto si avverte lo spirito cosmopolita della gente di questa città. La via più caratteristica è la Rue Souika, dove numerosi sono i negozi di alimentari, spezie e di altri generi. Alla fine della via si raggiunge la zona della Grande Moschea. Da qui si prosegue per la Rue des Consuls e si arriva nel Souq as-Sebbat dove numerose sono le botteghe degli orefici. Oltre la Rue des Consuls si trova il mercato delle pulci dove è possibile, aiutati dalla pazienza e dalla fortuna, trovare qualche pezzo interessante. Ma il vero gioiello è la kasbah, parte antica della città che sorge all’interno del vecchio ribat. Essa domina il fiume e l’oceano dall’alto della rupe sulla quale si trova, ma soprattutto è suggestivo entrarci dalla poderosa monumentale porta Bab Oudaia, per trovarci immersi in strade strette e case tinteggiate a calce bianca e celeste.
In queste strade, oltre alla Moschea, si trova pace e tranquillità ma anche un ottimo ritrovo , il Café Maure a picco sul mare, dove gustiamo un ottimo tè alla menta e dolci locali. Ci spostiamo verso sud per visitare la necropoli di Chellah.

La necropoli di Chellah
La necropoli di Chellah è una delle più belle necropoli del Marocco. Nasce sopra ad un insediamento romano nell'antica città di Sala, a suo volta eretta sulle rovine di un villaggio cartaginese. Il sito archeologico contiene le rovine merinide di una necropoli con varie tombe a cupola e i resti di una moschea con a fianco un bel minareto. Il sito è reso ancora più suggestivo per la presenza di uno stagno, considerato sacro, e per il vociare stridulo di migliaia di cicogne che vivono sugli alberi e sulle rovine di questa magnifica città in rovina, che rendono ancora più particolare un paesaggio così insolito. Siamo accolti da un pittoresco personaggio che danza al suono di un tamburo che percuote lui stesso. Stimolato e memore della mia giovanile attività musicale di batterista mi unisco al marocchino in una inaspettata performance!
Dopo il pranzo in un suggestivo ristorante "moresco" ci mettiamo in viaggio per Fès con soste a Volubilis e Meknès.